Giornata Mondiale della Poesia dell'UNESCO

Dal 2009, il 21 Marzo di ogni anno, 

in occasione della giornata mondiale della poesia dell'UNESCO

 pagine dedicate

Ettore Bonessio di Terzet (2016) Marco Gal (2015)  Giovanni Rapetti (2014)  Danilo Dolci (2013)  
Marco Franceschetti (2012) 
Gabriella Palli Baroni per Attilio Bertolucci (2011)
Alberto Cappi (2010)  Donatella Bisutti e Antonietta Dell'Arte per Marengo (2009)



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Pagina per la giornata mondiale della poesia 2017 dedicata a


ARRIGO LORA TOTINO GIULIANO ZOSI


poeti sonori e visivi presenti in varie occasioni
alla Biennale di Poesia di Alessandria

"La poesia liquida viene fatta con l'idromegafono o megafono a sifone...Con l'idromegafono posso spruzzare la gente che mi sta attorno a guardare e posso ad esempio fare il linguaggio dei pesci: la carpa l'acciuga la sogliola il pescecane con la balena innaffio tutti"
(da un'intervista ad Arrigo Lora Totino)

"Dall'eredità del Futurismo una delle doti che Lora Totino ha saputo ricavare meglio sta nel lasciatemi divertire di Palazzeschi,. ovvero in ogni sua impresa, atto, performance risuonava pur sempre una nota di gioco, di scacco matto a ogni rischio di austerità"
(Renato Barilli, suo blog 18.9.2016)

"Finito il concerto, Totino venne nel camerino del teatro e mi affrontò con molta cordialità chiedendomi, argutamente, se per caso, io non fossi, oltre che musicista anche un poeta sonoro. Fui molto colpito dalla domanda e gli risposi che avevo sentito parlare della poesia sonora dieci anni prima a Roma, in occasione di alcune letture di Mimmo Rotella. Totino mi invitò nella sua casa di Torino, per darmi qualche saggio di quest'arte. Fu così che conobbi in profondità la poesia sonora e imparai presto ad apprezzarla"
(da un'intervista a Giuliano Zosi riportata da Giovanni Fontana in "Malacoda", 8.4.2016)

"La vera esplosione avviene nell'aggressione orale e vocale alla lingua, impostata musicalmente e non può essere altrimenti"
(Enzo Minarelli su Giuliano Zosi)


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Pagina 2016 dedicata a
ETTORE BONESSIO di TERZET

Il gesto offerente
stordisce anche Madonna
Parola che muta stella e uomo

Allegramente farfalla
riprende volo
per nuovo prato
Incurante delle nubi

(Ettore Bonessio di Terzet, artista e poeta, teorico dell'artepoesia: i due frammenti a testimoniare la sua assiduità con la pittrice Loredana Cerveglieri.
Il primo si trova sulla pala d'altare della chiesa dell'Annunziata in Alessandria; il secondo, su "Il segnatempo")

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Pagina 2015 dedicata a

Marco Gal (1940 - 2015)


No no baillen deun lo silance,
eun vieillissen de jeunesse.
Di sondzon de ta botou
te fé coure eunco-a
la frèyeur de la perféchon.
I défi di sourie t'avie
et te repette ton eisistence
dessu lo ten et te fleu-èi
pe pachon-éye dispérachon.
[.....]


Nous nous donnons dans le silence, / en vieillissant de jeunesse. / Du sommet de ta beauté / tu fais courir encore / l'effroi de la perfection. / Au défi du sourire tu t'embrases / et tu répètes ton existence / sur le temps et tu fleuris / par un désespoir passionné. [.....]


Ci doniamo nel silenzio, / invecchiando di giovinezza. / Dall'alto della tua bellezza / fai correre ancora / lo sgomento della perfezione. / Alla sfida del sorriso ardi / e ripeti la tua esistenza / sopra il tempo e fiorisci / per appassionata disperazione. [.....]


Da "Idole" in Sèison de poésia, puntoacapo ed., Pasturana (AL) 2014



"...la sua ansia di individuare l'albeggiare del mondo, di trovare la scaturigine da cui parte il flusso delle immagini e delle idee. [...] Versi che sanno condensare gli umori di una civiltà antica e ne sanno dare anche il palpito segreto e sottile che illumina gli esili raccordi tra antico e nuovo." (Dante Maffia)

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Pagina 2014 dedicata a


Giovanni Rapetti (1922 - 2014)


Ridèm i me santìa a Bèrb e Tani
er burcìa alià 'nt ra riva coi me ani
ridèm cul teimp spicè na len-na van-na
in sògn dventà chimera dì per stman-na.

Ridèm i pas anan e andrìa quant vòti
er sabji an poncia 'd Bèrb 'd cul tèimp der lòti
santìa dra vurp, dra lìaver, der funtan-ni
di cant dl'ursgnùa ciamè 'r j'ombri silvan-ni.

J'udur dra matein ant l'èrba 'd primavèira
cor spèrli 'd su 'nt er guti, dl'iua nèira
ridèm i guist der stèili liquefaji
vizèv der nost paròli, là ancantaji.

[........]

Ridèm i biancuspein long a ra riva
cul prufim bianc da spuzi ch'ut nuziva
er 'r  bisc 'd sambì  e cul dra rùazaspen-na
ra spiagia amnì fè 'r bagn ra rundanen-na.

Ma sèinsa ra to gèint fèt da memòria
ancùa 't sai pì se t'eri ant ra listòria
'r mutiv da piè u santìa a riva Tani
l'inciòster du sambì scrivi i to ani.


Ridatemi i miei sentieri di Belbo e Tanaro / il burchiello legato alla riva con i miei anni / ridatemi quel tempo ad aspettare una luna vana / di un sogno diventato chimera giorno per settimana. / Ridatemi i passi avanti e indietro quante volte / le sabbie in punta a Belbo del tempo delle lotte / sentiero della volpe, della lepre, delle fontane / dei canti dell'usignolo a chiamare le ombre silvane. / Gli odori del mattino nell'erba di primavera / con le perle di sole nelle gocce, dell'uva nera / ridatemi i gusti delle stelle liquefatte / ricordatevi delle nostre parole, là incantate. [.......] Ridatemi i biancospini lungo la riva / quel profumo bianco da spose che inebriava / il cespuglio di sambuco e quello della rosa spina / la spiaggia dove fa il bagno la rondine. / Ma senza la tua gente a farti da memoria / oggi non sai più se eri nella storia / il motivo per riprendere il sentiero in riva al Tanaro / e l'inchiostro del sambuco per scrivere i tuoi anni. (Da: Er len-ni an Tani, a cura di F. Castelli e P. Milanese, Novi L. 2013)


Remigio Bertolino ricorda Giovanni Rapetti

(Gennaio 2014)

La scomparsa del poeta di Villa del Foro lascia un grande vuoto, ma la sua vasta opera traccia un solco luminoso nella poesia in dialetto della seconda parte del Novecento e nei primi due lustri del nuovo millennio. Poeta, cantore popolare, ma di misura classica, era il Buttitta piemontese per le sue storie corali. [.....] Lo conobbi a una delle prime edizioni della Biennale di Poesia, ad Alessandria, e da allora ci sentimmo affratellati da una sorta di uguale scelta che andava verso le "patrie minuscole", il microcosmo del proprio paese adottandone il dialetto locale. Così, a differenza dei poeti "urbani", eravamo privi di qualsiasi tradizione letteraria, di esempi e di influenze. Proprio per questo ci sentivamo liberi di muoverci in territori vergini, in esperienze di vita vissuta. Cercavamo, in modi analoghi, ai due lembi estremi del Piemonte, di far affiorare alla memoria i ricordi di un mondo contadino che veniva travolto e cancellato dal cosiddetto progresso. [......] La sua musa, popolare e lirica allo stesso tempo, lo spingeva a fissare per sempre in magici ritmi la vita d'un tempo tra le sponde del Tanaro e del Belbo.



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Pagina 2013 dedicata a

Danilo Dolci


ricordando i suoi soggiorni pedagogici in Alessandria
nei primi anni Novanta


Da Creatura di Creature:
(Corbo e Fiore Editori, Venezia, 1983)


Anche il rovo spinoso anela aprire
l'intenerita scorza
quando la primavera riunisce -
su questa acerba terra pur l'ortica
si illumina di petali.



Dalla prefazione di Mario Luzi:

Non velleitariamente, ma partendo dal vivo della sua esperienza religiosa e civile, Danilo è oggi uno di coloro che ci portano più lontano dall'impasse molto tribolata in cui si sono dibattute la poesia e la cultura moderna.




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Pagina 2012 dedicata a

Marco Franceschetti (1929 - 2011)

amico di sempre della Biennale di Poesia

Vanità (*)

La stissa
d'eva
prima 'd calè
as ferma
e a speta: la fotografia

(*) La goccia / d'acqua / prima di cadere / si ferma / e aspetta: la fotografia

Il mio fiato è come un cerchio, una ruota che segna una lunga strada di profumi, di amori, di paesaggi. Sono partito dalle radici per viaggiare nel vento e tornare nei sogni così ho deciso di mettere insieme, come pietre di vita, le mie piume. Chiedo venia, complici gli anni, se ho indossato la coda del pavone.

(Da: Altro fiato, Il Brichetto, Mondovì 2009)




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Pagina 2011 dedicata a


Attilio Bertolucci

nel centenario della nascita

Un inedito di Gabriella Palli Baroni
per la Biennale di Poesia di Alessandria


Attilio Bertolucci a Via Carini

Ascoltava con viso assorto
gli occhi incavati socchiusi
rinchiusi nella Camera da letto
romanzo in versi
che la mia voce ricreava.
Erano il poeta e la poesia
a stringersi in un abbraccio indissolubile,
intensa luce che filtrava
l'arazzo del tempo e
della vita,
filo segreto dipanante
un destino
dal giorno lontano
della reverie fanciullesca.
Se poi era la sua voce a
ripetere i versi
- voce di calabrone diceva compiaciuto
con Roberto Longhi -
la magia si rinnovava
di anni e stagioni e ore e luoghi e volti
mai perduti, già
ritrovati
tra finzione e verità
della memoria.



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Pagina 2010 dedicata a


Alberto Cappi (1940 - 2009)


Gli ultimi inediti donati alla  Biennale


Esterno 1

Perché questa è la parte della città che parte
con vele di titanio e pinnacoli di luna.

Il mare è di monti addormentati, le conchiglie
scrivono pazienti le mappe del tempo e cuciono
filo a filo la verde erba del piano.

Perché questo è il villaggio dalle lucenti squame
e vi splende l'occhio del cielo. Una parola
di pietra fonda la roccia e si innalza
il cristallo del volo.


Esterno 2

Poi che questa è l'acqua del Dio che piange
e la tessono gocce di fiamma e liquide notti.
I battelli si fermano alle schiume d'argento
e il vento li culla come cesti intrecciati.

Le vele sono ciglia e àncore le chiglie
che leggono i grani del fondo, ombre
e vaganti uccelli nel volo del tempo.

La città è una collana di calce allacciata
dalle piogge di reti che serrano il sogno.



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Pagina 2009 dedicata a


Un luogo: Marengo


Marengo, piccolo borgo a pochi chilometri da Alessandria, dove il 14 Giugno 1800 la prevalenza militare dei Francesi sugli Austriaci segnò in modo determinante la storia europea. La Biennale di Poesia ha organizzato alcuni eventi presso il museo di Marengo con l'obiettivo di dare "parola alla parola" dove ci fu fragore di armi, di trasformare un museo di guerra in luogo di arte, di pensiero, di pace. Qui di seguito, gli inediti donati da Donatella Bisutti e da Antonietta Dell'Arte.



Donatella Bisutti


Notte a Marengo

Se vai nella piana di Marengo
i fantasmi si levano e
si interrogano l'un l'altro.

Qui Napoleone e Desaix, ma anche 
contro i Comuni liberi e la Lega Lombarda
il grande Barbarossa che voleva
espugnare Alessandria e fu sconfitto.

I due imperatori si incontrano
nel buio della notte, teschi vestiti di corona,
mentre i loro fedeli dispiegano i vessilli.

Che cosa si diranno? Occorrevano 
davvero tutti quei morti a spingere
la ruota della Storia?
Non c'era un altro modo?

Forse scuoteranno
le teste i due siri, cavalcando uno accanto all'altro
nella nebbia oscura del ricordo incerto
che si fa leggenda.

E i musi dei cavalli con il liquido occhio a fianco a fianco
anch'essi sommessamente, scheletri di cavalli
a conversare intenti
che si diranno mai nei prati di Marengo
divenuti pascoli d'Averno?

E tanti uomini oscuri, per sempre oscuri
anche nella morte, giacevano ai piedi, a consumarsi
in spighe.

Ma anche loro, i siri, gli eroi, ignari certo
di quel che nel futuro li attendeva,
di come noi li avremmo ricordati,
della ragione che li aveva agiti,
del senso di quel prezzo,
imperfetti strumenti della loro
gloria a spese della vita,
per affermare nonostante tutto
lo Spirito del Mondo
intento a farsi.




Antonietta Dell'Arte


Come a Marengo

Ce ne fossero punti di pace
come a Marengo
nella tempesta nel tempo nel mondo
punti luci
come albe liberate dal buio
su quelle pianure di riso di stelle
potessero come quei fiumi di sangue
perdersi nel mare sereno
Quindici giugno mille ottocento
armistizio dalla tempesta
due mani nemici si stringono
potessero gli uomini sorridersi
prima del sangue.






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